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3月18日 Dream onLa mia canzone preferita.
La mia citazione. Il mio credo. I miei sogni.
Che fine hanno fatto?
Tanti petali di un fiore, colmo di sogni, si stanno a poco a poco staccando.
Cadono in terra appassiti e il fiore delle mie speranze si dirada a poco a poco.
Un sogno, un petalo che fino a poco fa mi riempiva di gioia, sicurezza e speranza, cade.
Ma mentre il vecchio florido, colorato e profumato fiore muore lentamente, crescono nuovi, piccoli germogli.
Concimati da vecchie speranze, si affacciano timidi al sole. Ma sono germogli delicati e senza radici. Forse di poca importanza.
Un soffio di vento e verranno portati via.
Rimarrò senza fiori. Disillusa e cinica. 3月2日 La ragazza del trenoHa un foulard verde acceso intorno al collo. I capelli castani raccolti da un fermaglio bianco e una collana dello stesso colore che le ricade lunga sulla camicia. E' seduta dritta, appoggiata allo schienale. Ha un'espressione seria e lo sguardo perso fuori dal finestrino, fisso nel paesaggio che sfreccia di lato. Nessuno se ne potrebbe accorgere, se non fosse per quelle lacrime. Cadono incessantemente e lei non ci può fare niente. Le guance sono lucide, bagnate, nonostante la sua espressione impassibile. Non si gira verso gli altri passeggeri. D'altronde nessuno si è accorto di lei. Una donna sfoglia una rivista. Un ragazzo ascolta la musica. Una vecchia suora legge un libro. Un uomo parla al telefono. Una bambina disegna. Io invece sì. La osservo. Di fianco a lei la sua borsa, nera e capiente. Ogni tanto ci mette una mano dentro e tira fuori un fazzoletto di carta. Con precisione lo strappa a metà e asciuga minuziosamente le lacrime, attenta al trucco, che non è colato neanche un po'. Poco dopo i suoi occhi ritornano ad annegare. E lei ritorna a fissare il paesaggio, con quella sua espressione immobile. Si avvisano i signori passeggeri che stiamo per arrivare nella stazione di Chivasso. Prossima stazione: Chivasso. La guardo e vorrei dirle: non piangere, ti prego. Vorrei dirle...non so cosa vorrei dirle. Vorrei che si abbandonasse al suo dolore e che sciogliesse quella sua maschera di lucidità. Ma il treno si è fermato e devo scendere. Così la lascio a piangere le sue lacrime di ghiaccio e a guardare la sua tristezza attraverso il finestrino.
Addio, riflesso. |
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