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6月26日 Donna al volante...Quanto mi piace in questi giorni premere quel pedale.
Accelerare accelerare.
E sfrecciare su corso Regina, corso san Maurizio, corso Francia, corso Svizzera.
E prendere le rotonde in terza tagliandole anche un po'.
E superare i tamarri che ti guardano e pensano "è una donna, non sa guidare".
Sentirmi veloce, padrona di quella piccola Suzuki non mia.
Senza pensieri, solo un po' di aria condizionata, a volte Virgin Radio.
Sapere che posso andare dove voglio.
Potrei anche scappare.
Ma alla fine
mi fermo sempre
perchè in fondo
a che serve accelerare
se prima o poi
non ti fermi?
Parcheggi,
chiudi la macchina,
sorridi
e sei arrivata. 6月10日 The endOre 8,20.
Finisce il film storico interessante, ma un po' noioso. Il nostro ultimo serio impegno scolastico.
Pizza, torte, patatine, bibite, biscotti, e persino una bottiglia di gin cammuffata da limonata.
E Mario festeggia con noi, e mangia anche lui le nostre ultime briciole di cavour.
Foto, foto, foto. Con Antonello, tutto in tiro senza camice. Rambo e l'altro bidello. La statua di Cavour con le nostre dita nel naso, negli occhi, col cappello da cowboy, ma anche pronto a ricevere i nostri baci. E Patty, così allegra e piccolina.
Ore 10, quasi senza accorgermene, suona la campanella. Fuori a urlare di gioia, è finita, è finita, a schivare la bottigliate d'acqua. Ma sopra di me un cielo plumbeo, che rende bene quello che sento.
Quella luce bianca accecante che potrebbe sembrare felicità, perchè non piove. Ma la gioia è guastata da quel grigio. Grigio di dover ricominciare a studiare mentre gli altri sono in vacanza, di tornare ancora lì a sostenere un esame, grigio di consapevolezza che quel "non perdiamoci di vista" è pura illusione, o finzione, ma soprattutto grigio di paura per un futuro così incerto, così maledettamente difficile da definire. Sono proprio io che devo decidere ma non voglio, non voglio. Non voglio costruire un'altra me, in un altro posto, di sicuro migliore, ma diverso, nuovo. E cercare nuove persone, con la paura che saranno come quelle vecchie, o che non mi capiranno, o che mi accetteranno solo quando farò finta di essere un'altra, come è successo così spesso ormai.
Non vedo l'ora che sia ottobre, eppure voglio che l'estate non finisca mai.
E intanto sono intrattabile, e l'angoscia di dover studiare, di non sapere nulla, di dover affrontare questo ostacolo, di dover rispondere "non lo so" ogni volta che mi chiedono del mio futuro, mi fa arrabbiare con le persone che amo di più.
Forse sto diventando un po' irritabile, quasi schizofrenica, ma ho paura, e vorrei solo chiudermi in uno stanzino e aspettare che la mia vita si decida da sè.
Ma nello stanzino per ora è meglio che io mi porti il libro di scienze.
E magari un po' di forza di volontà. |
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